Iran – A Twitter Revolution?

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La ligne Imaginot de l’Europe

E’ vero, l’immaginario della fortezza Europa ormai s’è realizzato.
clipped from les27.blog.lemonde.fr

Pauvres Italiens ! Mais nous en France on a résolu le problème, la “préférence nationale” du lepénisme est entrée dans la logique de l’état sarkozien (grâce aux efforts électoraux de récupération des voix d’extrême droite débutés par Jospin et Chirac), et le thème de la migration n’apparaît dans le débat d’aucun parti en campagne ! C’est réglé, vous dis-je ! On fignole les barbelés de la ligne Imaginot de l’Europe !

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La ricetta per uscire dalla crisi

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Kabylie, mon amour


In occasione del Festival Raconte-Arts presso Tizi Ouzou, la splendida capitale culturale della Cabilia algerina, Trickster Aside consumerà la sua meritatissima vacanza.

Un po’ dopo la fatica del barcamp Intercultur@ e cioè a fine giugno.

Con l’idea di un reading musicato dal sottoscritto, senza armi e coi bagagli si parte con alcuni amici in quelle terre montuose.

C’è un posto libero oltre agli oracolari compari. Vorresti forse fare la lettrice o la cantante del reading? Ma affrettati (oggi? domani? dopodomani?) che chi ha udito ha udito e chi ha visto ha il visto. 

clipped from begdjam.free.fr

Hacène METREF : Le Festival « Raconte-Arts » n’est pas un festival au sens conventionnel du terme, c’est plutôt une véritable aventure humaine. Nous sommes partis d’une idée toute simple : Nous sommes des hommes et tout ce qui est humain ne nous est pas étranger. Alors, nous avons décidé de prendre notre destin en main. Les villages de montagne manquent cruellement d’activités culturelles. Nos jeunes s’ennuient. Comment faire, ne serait-ce que l’espace d’une manifestation, pour les sortir de leur léthargie ? Sans sous !

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[Titolo]

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MAFIA s.p.a.

http://www.arcoiris.tv

www.torinosistemasolare.it

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Corona

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Ricostruire l’infranto

Edoardo Baraldi - Milano 2

Edoardo Baraldi - Milano 2

“C’è un quadro di Klee che si intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi.”
Walter Benjamin -Tesi sulla filosofia della storia- in -Scritti Filosofici-

P. Klee - Angelus Novus

P. Klee - Angelus Novus

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Viaggio (breve) nell’inflazione tedesca

Un po’ per arginare la latitanza da questo blog, un po’ per necessità e pertinenza ai tempi, pubblico i frammenti al tempo da me raccolti tratti da un capitolo del benjaminiano Strada a senso unico

[Walter Benjamin, Einbahnstrasse, Gesammelte Schriften, Band IV, 1972, pp. 83-148 (Rowohlt, 1928), ed. it. Strada a senso unico, Opere complete. Scritti 1923-1927, Einaudi, Torino 2001, pp. 409-463]

Viaggio attraverso l’inflazione tedesca

“[...] Soltanto un calcolo che ammetta di trovare nel declino la sola ratio dell’attuale congiuntura potrebbe, abbandonando il debilitante stupore per quanto quotidianamente si ripeta, accogliere [käme ... zu gewärtigen] i fenomeni di decadimento come il puro e semplice dato stabile [die Erscheinungen des Verfalls als das schlechthin Stabile]1, e solo un segno di salvezza come qualcosa di straordinario, ai limiti del portentoso e dell’incomprensibile. Le popolazioni dell’Europa centrale [Mitteleuropa] vivono come gli abitanti di una città assediata cui vengono a mancare viveri e polveri e per i quali non sia ormai umanamente prevedibile alcuna via di scampo2. [...] Ma la muta, invisibile potenza [die stumme, unsichtbare Macht] che l’Europa centrale si sente di fronte non scende a trattative. Così non [ed. it. p. 418] resta, nell’attesa incessante dell’ultimo assalto, che concentrare lo sguardo sullo straordinario [auf nichts, als das Außerordentliche, ... die Blicke zu richten], la sola cosa che possa ancora portare salvezza. Questo stato di estrema, composta attenzione [Dieser geforderte Zustand angespanntester klagloser Aufmerksamkeit3] che ci è richiesto potrebbe però, poiché c’è un contatto misterioso tra noi e le cose che ci assediano, provocare davvero il miracolo [das Wunder wirklich herbeiführen]. Invece l’attesa che così non possa più andare avanti dovrà un giorno convincersi che per le sofferenze, del singolo come delle collettività, c’è solo un limite oltre il quale esse non durano: l’annientamento [die Vernichtung].” p. 96 [ed. it. p. 418]

III
I rapporti umani consistenti: “una limpidezza penetrante, quasi insopportabile, a cui difficilmente riescono a reggere”. “scompaiono la fiducia spontanea, pace e salute” pp. 97-98 [ed. it. p. 420]
VI
“[...] la violenza [...] con cui le condizioni di vita, la miseria e la stupidità rendono in questo luogo gli uomini sottomessi alle forze della collettività come solo la vita di un primitivo è condizionata alle leggi del clan. Il più europeo di tutti i beni, quella più o meno spiccata ironia con cui l’esistenza del singolo reclama sempre un corso dissimile dalla vita della collettività nella quale esso si ritrova sbalzato [mit der das Leben des einzelnen disparat dem Dasein jeder Gemeinschaft zu verlaufen beansprucht, in die er verschlagen ist] [...]4.” 99 [ed. it. p. 421]
X
“Dalle cose svanisce il calore. In maniera lenta ma ostinata gli oggetti d’uso giornaliero allontanano l’uomo da sé.” … “anche il paesaggio” 100 [ed. it. p. 421]
XI
“[...] all’opera per annientare il simbolo [Sinnbild] elementare della libertà europea [...]: la libertà di movimento [Freizügigkeit; libertà d’accesso]. E se la coercizione medievale legava l’uomo ad aggregati naturali, ora egli è vincolato a un’innaturale convivenza. [...] Poche cose rafforzeranno la violenza fatale del dilagante impulso al nomadismo quanto i limiti imposti al diritto di libera circolazione [...].” 102-104 [ed. it. p. 423-425]

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La mente relazionale (0.08 alpha)

(senza complessi familiari)

Con calma, osservando, studiando, “per prove ed errori”, ci sto capendo qualcosa di questo web semantico. E’ ancora prematuro pubblicare un post sull’argomento, che vorrei approfondito e meditato. Sto producendo una mappa mentale sulle forme della conoscenza, per farmi chiarezza. Vorrei capire anche perché tutto mi riporta al movimento della synthesis e diairesis descritto nel Sofista di Platone, e all’organizzazione delle idee. Il collective mind, of course senza edipo alcuno, è una forma che dovrebbe essere interrogata dalla filosofia contemporanea in modo serio. V’è però un paralogismo notevole che tocca gli statuti dell’università e della ricerca avanzata (non solo in Italia). Chi è il soggetto della ricerca? Il progressivo, anche se non necessario, strutturarsi della rete rispetto agli standard del w3c è il semplice ambiente dove si verificano le pratiche che, come pratiche, definiscono i contenuti della rete. Ma è la totalità delle pratiche a definire la conoscenza. Non si tratta quindi di determinare modelli cognitivi, certo utili ma più per il piano della rappresentazione predittiva (il che s’interseca con tutti le ulteriori forme di conoscenza e pratica), ma di partecipare a un movimento in modo ecologico.

Un esempio straordinario in questo senso, forse troppo avanti per la “stirpe itala” (e nonostante l’uso di asp e flash) è debategraph. La discussione è pronta per passare dall’ideologia all’idea.

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The History of Internet


History of the Internet from PICOL on Vimeo.

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